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Ambulatorio osteoporosi
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  • COS'E' L'OSTEOPOROSI

    L'osteoporosi è una malattia dello scheletro che causa una riduzione della massa ossea. Ciò rende l'osso fragile e predisposto alle fratture spontanee (da traumi di minima entità).

    Struttura dell'osso

    L'osso è una struttura rigida, capace di sopportare forti carichi, ma allo stesso tempo leggera, e ciò in relazione alla sua particolare architettura : una parte corticale, osso compatto e resistente, e una parte trabecolare, osso poroso "orientato" secondo le linee di forza.
    Il tessuto osseo è costituito da proteine, sali di calcio e cellule "specializzate" (osteoblasti e osteoclasti) capaci di rinnovare continuamente il tessuto osseo.
    Quando l'equilibrio tra l'azione dei due tipi di cellule è alterato (prevale l'azione distruttrice), oppure si ha carenza di calcio, l'osso si indebolisce.

    DIAMO I NUMERI

    L'OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) ha dichiarato l'osteoporosi, per la sua alta diffusione, malattia sociale.
    Oltre 5 milioni di persone sono affette in Italia da questa malattia, con un costo annuo, nell'Unione Europea, per le sole cure ospedaliere da fratture, di circa 7 mila miliardi di lire.
    Ovviamente i costi complessivi che riguardano la malattia (perdita di produttività lavorativa, riabilitazione, spese diagnostiche e farmacologiche, ecc.) sono enormemente maggiori.

    CAUSE

    L'osteoporosi può essere considerata una malattia "multifattoriale", in cui la presenza contemporanea di vari fattori di rischio aumenta la probabilità di ammalarsi.
    - Ereditarietà: Esiste maggior rischio di comparsa della malattia, rispetto alla popolazione generale, se i propri genitori sono stati affetti dalla stessa malattia.
    - Menopausa: In questo periodo della vita, a causa della ridotta produzione di estrogeni (ma anche in giovani donne a cui siano state asportate le ovaie), si ha una accelerata perdita della massa ossea.
    - Dieta povera di calcio: E' causa di scarsa mineralizzazione dello scheletro nei giovani e di riduzione della densità e massa ossea negli adulti e negli anziani.
    - Magrezza: L'eccessiva magrezza causa una perdita della massa ossea, sia perché il minor peso corporeo diminuisce lo stimolo utile (il carico) per il mantenimento della massa ossea, sia perché la minor quantità di tessuto adiposo diminuisce la produzione di estrogeni.
    - Immobilizzazione prolungata e vita sedentaria: L'immobilizzazione generale (ad esempio per allettamento a causa di altra malattia), l'immobilizzazione segmentaria (ad esempio quella terapeutica di un arto), così come un'eccessiva sedentarietà, accelerano la perdita di massa ossea, venendo a ridursi lo stimolo maggiore alla rigenerazione dell'osso: il carico.
    - Fumo di sigaretta: L'aumentato rischio è probabilmente legato alla diminuzione di peso corporeo e all'anticipata menopausa nelle fumatrici.
    - Eccesso di alcool e caffeina: Il primo diminuisce l'assorbimento del calcio a livello intestinale, la seconda aumenta la sua eliminazione per via urinaria e fecale.
    - Effetti collaterali di alcuni farmaci:
        Cortisone, quando è assunto per lunghi periodi, diminuisce la massa ossea
        Anticoagulanti
        Antiacidi utilizzati in malattie dello stomaco (gastriti, ulcere, ecc.)
        Diuretici utilizzati ad esempio nelle malattie ipertensive
        Ormoni tiroidei
        Antiepilettici

    DIAGNOSI

    La diagnosi precoce è l'elemento fondamentale per un corretto ed efficace approccio alla malattia, il cui iter si basa essenzialmente su:

    • Tecniche di misurazione della densità minerale ossea
    • Indagini di laboratorio
    • Esame clinico

    La densitometria ossea è un esame indispensabile per quantificare la perdita di tessuto osseo e per monitorare nel tempo tale perdita, per valutare il rischio di fratture e l'efficacia di un eventuale trattamento in atto.
    Tra le varie tecniche di Mineralometria ossea computerizzata (MOC) in uso, la DEXA o mineralometria a raggi X, è ritenuta la più precisa e meno invasiva (minor dose di radiazioni), la cui durata dell'esame è minore (tra 5 e 7 minuti) e con la possibilità di studio di un singolo segmento (femore, colonna vertebrale) o del corpo intero (total body).

    Le più comuni indagini bioumorali richieste per valutare la malattia sono: ves, calcemia, fosfatemia, fosfatasi alcalina, calciuria, fosfaturia, idrossiprolinuria, elettroforesi proteica, (oltre ad eventuali markers come la piridinolina o l'N-telopeptide).

    SINTOMI

    Una progressiva diminuzione della massa ossea con l'età è fisiologica (ritenuta normale) senza per questo determinare una importante sintomatologia. Nell'uomo anziano (dopo i 70 anni d'età) o più precocemente nella donna in post-menopausa, un leggero mal di schiena è generalmente il primo sintomo di questa malattia (e ovviamente non è specifico della stessa).

    L'osteoporosi, purtroppo, spesso non da alcun sintomo rilevante finchè non si arriva alla frattura ossea . Tra i sintomi quindi ricordiamo:
    - dolore frequente alla schiena, specie in seguito a movimenti bruschi o sforzi eccessivi
    - dolore muscolare da contrattura
    - diminuzione dell'altezza corporea, sia per aumentata cifosi dorsale (curvatura in avanti della schiena a livello dorsale), sia per diminuita altezza degli stessi corpi vertebrali (da fratture o microfratture vertebrali)
    - fratture; si verificano quando la perdita della massa ossea è più marcata, talvolta per un banale movimento come la flessione in avanti per rifare il letto o per sollevare un oggetto, e naturalmente, in seguito a cadute.
    Oltre alle ossa vertebrali, possono fratturarsi, con una certa frequenza, il femore e il polso.
    E' importante, per la prevenzione delle fratture, eliminare tutte le cause che favoriscono le cadute: usare tappeti di gomma nella doccia e nella vasca da bagno, applicare maniglie vicino agli stessi per degli spostamenti più sicuri, assicurare i tappeti al pavimento con delle apposite reti in gomma, ed evitare tutto ciò che possa far inciampare (fili elettrici, ecc.), usare scarpe con tacchi bassi e suola in gomma, evitare i piegamenti in avanti del busto ed in genere tutti i movimenti bruschi.

    PREVENZIONE

    Va attuata non solo quando iniziano ad essere presenti i fattori di rischio (in primis la menopausa), ma fin dalle età più giovani.

    Attività fisica

    Come abbiamo visto, il carico sui vari segmenti ossei (sia in compressione che in trazione, flessione, torsione ecc.) così come avviene nell'esercizio fisico, è lo stimolo adeguato all'incremento della massa ossea.
    Utili si possono rivelare sia attività sportive, come la bicicletta, la ginnastica dolce o le passeggiate a passo sostenuto, che, in particolar modo, un'attività fisica appositamente studiata per i vari segmenti scheletrici che in maggior misura vanno incontro all'osteoporosi (palestra osteoporosi).

    Alimentazione corretta

    E' molto importante avere una dieta che garantisca un apporto di calcio (ma anche di fosforo) sufficiente fin dalla giovane età, in quanto consente di mantenere più a lungo la massa ossea raggiunta. Il fabbisogno giornaliero di calcio è variabile in rapporto alle varie fasi della vita, ma di maggior rilevanza sarà nell'adolescenza, in gravidanza (ed in particolare durante l'allattamento), ed in menopausa.
    Si va da un'assunzione giornaliera consigliata di calcio di circa 1000 mg dell'età adulta (25-65 anni), ai 1200 mg (o più) in gravidanza, ai 1500 mg oltre i 65 anni e in post-menopausa.
    L'assorbimento del calcio avviene per via intestinale, regolato dalla presenza di vitamina D.
    Alimenti ricchi di calcio sono il latte e i suoi derivati, numerose verdure, alcuni tipi di pesce.

    Alimento
    Contenuto di calcio

    Derivati del latte

    mg di calcio / 100 gr di alimento
       
    Parmigiano reggiano 1340
    Emmenthal 1145
    Caciocavallo 860
    Fontina 870
    Provolone piccante 798
    Gorgonzola 612
    Caciotta toscana 580
    Stracchino (grassi 5%) 567
    Mozzarella 403
    Ricotta (fresca) 274
    Latte (grassi 3,5%) 130
    Yogurt (magro) 120
    Gelato 120
    Uovo (senza guscio) 40
    Burro 15
       
    Carne e pesce  
       
    Sardina (sott'olio) 420
    Gamberetti (cotti) 110
    Sogliola (fresca) 70
    Aringa (fresca) 50
    Salmone (fresco) 20
    Merluzzo (fresco) 15
    Tacchino 12
    Pollo 11
    Manzo (magro) 8
    Fegato (maiale) 8
    Tonno (in scatola) 8
    Maiale (magro) 7
       
    Ortofrutticoli  
       
    Cerfoglio 400
    Aneto 230
    Cavolo riccio 210
    Spinaci (freschi) 130
    Fagioli 100
    Lattuga 100
    Porro 92
    Uva passa 80
    Fagiolini 60
    Prugne secche 50
    Arancia 40
    Carota 36
    Cipolla 35
    Piselli 30
    Cavolfiori 25
    Asparagi 20
    Pomodori 10
    Mela 5
    Patate 5
       
    Pane e cereali  
       
    Pane nero 100
    Pane integrale 70
    Pane bianco 50
    Riso integrale 23
    Pasta 17
    Riso brillato 10

    E' tuttavia consigliabile fare attenzione, nella scelta dei cibi, a non eccedere nell'introduzione di grassi (colesterolo) per evitare la formazione di placche ateromatose nelle arterie.
    La consultazione di un dietologo potrà essere utile per elaborare una dieta adeguata ai propri fabbisogni e bilanciata.

    L'assunzione eccessiva di alcolici impedisce l'assorbimento del calcio oltre ad avere un'azione negativa sulle cellule specializzate dell'osso.

    Utile può essere infine l'assunzione abbondante di acqua, ed in particolare la minerale (non la oligominerale), perché ricca di calcio.

    Esposizione al sole

    L'esposizione frequente al sole, 20-30' più volte alla settimana (mantenendo presenti i rischi cutanei di un suo eccesso), favorisce la produzione di vitamina D da parte dell'organismo, con conseguente miglior assorbimento di fosforo e calcio a livello intestinale.


    ultimo aggiornamento: 31/08/2009