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Ambulatorio fisiatrico / Dolore lombare / Ernia discale e sciatica

Un dolore improvviso (e talvolta violento) alla schiena - ciò che frequentemente è descritto come "colpo della strega" - spesso accompagnato o seguito da una irradiazione del dolore alle natiche e/o ad una gamba (sciatica) è causato spesso da una ernia del disco.

In altri casi il dolore insorge lentamente, senza poter identificare un preciso momento di inizio.

Il dolore lombare può raggiungere l’arto inferiore seguendo localizzazioni differenti a seconda della “radice” del nervo sciatico interessato.
Può esserci un’irradiazione prevalentemente posteriore (radice L5-S1), prevalentemente laterale (radice L4-L5) o prevalentemente anteriore (radice L3-L4).


 

 

 

sciatica posteriore, radice L5-S1

sciatica laterale, radice L4-L5

cruralgia, radice L3-L4

 

 

 

Altre cause di dolore sciatico statisticamente meno frequenti dell'ernia del disco, sono la stenosi vertebrale, la compressione della radice nervosa da osteofiti di origine artrosica, la spondilolisi-spondilolistesi.

Struttura anatomica
La colonna vertebrale è costituita da una serie di vertebre (strutture ossee) poste una sull'altra a formare una sorta di albero.
Ogni vertebra è separata dall'altra per mezzo di un disco intervertebrale, struttura costituita da un nucleo interno (in forma di gel deformabile) e un anello fibroso-elastico esterno che circonda il nucleo stesso.
La funzione del disco intervertebrale è quella "ammortizzante" e di facilitazione per un buon movimento della colonna vertebrale.

Le parti ossee posteriori della vertebra delimitano uno spazio vuoto, che sovrapposto agli stessi spazi delle vertebre sopra e sottostanti, formano il canale vertebrale.
Entro il canale vertebrale passano il midollo spinale e altre radici nervose.

La rottura dell'anello fibroso e la conseguente fuoriuscita o sporgenza del nucleo del disco (ernia) causa compressione e sofferenza dei nervi (nervo sciatico in particolare.


In alcuni casi il nervo sciatico può essere infiammato anche senza l'evidenza di un'ernia all'indagine diagnostica, ma semplicemente per la fuoriuscita, tramite fissurazione del disco, di sostanze chimiche irritanti per il nervo.

Cause di lesione discale
La rottura (ernia o fissurazione) del disco può essere dovuta a "invecchiamento" dello stesso con perdita di elasticità dell'anello fibroso esterno.
Ciò avviene più spesso tra i 30 e i 50 anni, quando il volume del nucleo discale è ancora normalmente idratato. Successivamente diminuisce la frequenza di malattia a causa della lenta disidratazione del disco e quindi per la minor pressione esercitata sulla parete esterna del disco stesso.

Le lesioni discali, oltre che da una debolezza intrinseca e individuale del disco intervertebrale, sono favorite da fattori esterni di non trascurabile importanza:
- posture e movimenti scorretti reiterati che causano eccessiva sollecitazione discale
- obesità
- sollevamento improvviso di un oggetto più o meno pesante

Diagnosi
- L'anamnesi (storia dell'insorgenza ed evoluzione del dolore) raccolta dal vostro medico ed alcune prove da lui effettuate per valutare la funzionalità del nervo sciatico sono fondamentali.
Tra queste la valutazione dei riflessi nervosi agli arti inferiori, la valutazione del cammino sulle punte o sui talloni, una prova di forza contro resistenza alla flessione dorsale del piede, ecc.

- Una semplice radiografia (Rx del rachide lombo-sacrale) può individuare anomalie osteo-articolari congenite o acquisite quali ad esempio deformazioni artrosiche, curve scoliotiche, spondilolisi-spondilolistesi ecc.

- Indagini neuro-radiologiche come la TAC (tomografia assiale computerizzata) o la RMN (risonanza magnetica nucleare) possono studiare più approfonditamente le parti anatomiche molli, come i dischi intervertebrali e i nervi.

- Una EMG (elettromiografia), con la quale si misura l'attività elettrica del muscolo, può anche essere necessaria per individuare se e quale è il danno muscolare o nervoso.

Trattamento
Nella maggior parte dei casi è sufficiente un trattamento conservativo.

- Nella fase acuta si può risolvere gran parte del dolore con dei farmaci analgesici-antiinfiammatori e/o dei farmaci miorilassanti, ed eventualmente applicazione di ghiaccio per 20', più volte al giorno nelle primissime fasi. Un breve periodo di riposo dalle attività più faticose per la schiena sarà senz'altro utile.
Il riposo assoluto, tuttavia, generalmente non ha influenza né sul dolore e lo stato funzionale immediato, né a distanza sulla persistenza della sintomatologia o sulla necessità di intervento chirurgico.

- In rari casi può essere utile l'uso di una ortesi di contenzione (bustino ortopedico semirigido) nella fase iperacuta o in caso di svolgimento di particolari attività gravose per la schiena.

- E' comunque molto importante (sempre, ma a maggior ragione in questa fase) un buon controllo di posture e movimenti per una corretta gestione ed economia del rachide (back school) ed una serie di esercizi specifici (palestra).

Se tali trattamenti non danno risultati soddisfacenti o in caso di una forma particolarmente acuta, il medico può ritenere necessario ricorrere alla terapia fisica (FKT):
- laserterapia (a scansione e/o a manipolo)
- elettroterapia antalgica-decontratturante (come correnti interferenziali o tens)
- balneoterapia calda (ad esempio piscina termale) che sarà ugualmente decontratturante e antalgica
- agopuntura

o ancora ricorrere ad:
- infiltrazioni (iniezioni epidurali) con cortisonici, che riducono l'irritazione del nervo.

NB. i cortisonici assunti per via orale non sono raccomandati per il trattamento della lombalgia acuta o della sciatica, sia per i potenziali gravi effetti collaterali, sia per la mancanza di prove del loro beneficio.
- terapia infiltrativa locale con farmaci omeopatici-omotossicologici (in caso di controindicazione ai farmaci steroidei)

Se dopo 3 mesi o più dalla messa in atto dei trattamenti medici e di una puntuale e corretta gestione del rachide, persiste un dolore "inabilitante" del rachide lombare e arto inferiore, può essere preso in considerazione il trattamento chirurgico.
Si tratta, comunemente, della rimozione di una parte del disco erniato, mediante laminectomia.
L'intervento può essere fatto in anestesia locale, spinale o generale.

- Il tipo di chirurgia o la scelta di una tra le varie tecniche iniettive per rimuovere o ridurre il volume dell'ernia discale (che comprime le radici nervose), sarà selezionata dall'ortopedico in rapporto al caso specifico: discectomia standard, discectomia microscopica, discectomia percutanea, chemionucleolisi con chimopapaina, ossigeno-ozono, ecc..

In presenza di un dolore prevalentemente sciatico (con evidenze di sofferenza radicolare) esiste una probabilità decisamente maggiore di risolvere il problema rispetto ad un dolore prevalentemente lombare.
Sono registrate comunque percentuali variabili di recidiva del dolore lombare e/o sciatalgico dopo intervento.

E' spesso necessario per un migliore e più rapido recupero dopo intervento chirurgico, eseguire un programma riabilitativo evitando inoltre la flessione o il sollevamento, la posizione seduta prolungata e tutte le altre prescrizioni di economia del rachide.

Attenzione! In rari casi può esserci compromissione di nervi implicati nel controllo vescicale o di altri visceri, con parestesie (ad esempio formicolio) e ipoestesia (diminuita sensibilità) in regione genitale.
In tali casi è necessario contattare subito il vostro medico per valutare la necessità di intervento chirurgico.


ultimo aggiornamento: 31/08/2009