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Artrosi


ARTROSI

Conoscere la malattia per poterla combattere.

Guida pratica.

. L'importanza di conoscere la malattia
. Cos'è l'artrosi
. Fattori di rischio
. Diagnosi
. La cura  /  novità  
. Prevenzione e stile di vita in sintesi
. Le varie localizzazioni:
  artrosi cervicale
  artrosi lombare
  artrosi della mano
  artrosi dell'anca
  artrosi del ginocchio
  artrosi di caviglia e piede

L'importanza di conoscere la malattia.

Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l'artrosi è, per diffusione, la seconda malattia dopo la cardiopatia ischemica (angina e infarto).

Entro certi limiti, nella forma a lenta evoluzione, può essere considerata una normale forma di usura dell'articolazione, espressione dell'invecchiamento, mentre nella forma a più rapida evoluzione rappresenta una malattia vera e propria.
E' in ogni caso una condizione alla quale è profondamente sbagliato rassegnarsi perché si può fare molto per  prevenirne l'insorgenza e rallentarne l'evoluzione.

Essendo una malattia che può iniziare a manifestarsi a 30 anni, e che oltre i 60 colpisce oltre l'80 % della popolazione, facilmente si comprende l'importanza della prevenzione della malattia e delle sue complicanze (così come avviene per altre malattie croniche quali il diabete e l'ipertensione).

Cos'e' l'artrosi.

 L'artrosi è una malattia cronica degenerativa delle articolazioni.
Colpisce con maggior frequenza le grandi articolazioni come anca e ginocchio, oltre alla colonna vertebrale cervicale, lombare e le mani.
Con minor frequenza interessa invece le spalle, polsi, gomiti e caviglie.

Rappresenta una delle prime cause d'invalidità dell'anziano, manifestandosi con dolore, infiammazione, rigidità articolare e limitazione funzionale (difficoltà e riduzione dei movimenti anche semplici, come vestirsi o camminare).

La malattia inizia come un disturbo delle cartilagini, il tessuto di rivestimento dei due capi ossei dell'articolazione.

 

 

 

Le cartilagini sono costituite da un 70-80 % di acqua, 10-30 % di collagene e un 5-10 % da proteoglicani (zuccheri e proteine).
Le cellule della cartilagine (condrociti) producono i vari componenti della cartilagine.
La notevole elasticità e resistenza della cartilagine le permette di sopportare l'attrito e le sollecitazioni delle superfici articolari  dovute al carico (peso) cui l'articolazione è sottoposta.

Come si modifica l'articolazione artrosica:

  • le cartilagini cominciano ad assottigliarsi e a degenerare, perdendo parte del proprio contenuto d'acqua e diventando più fragili e più secche.
  • inizia così la sofferenza dell'osso non più protetto dalla cartilagine: lo scorrimento tra le due superfici diventa via via più difficoltoso e di conseguenza i movimenti si fanno più difficili.

 

  • nell'osso si formano dei becchi o escrescenze ossee (osteofiti) e delle cavità (geodi) che diminuiscono ulteriormente il movimento e lo rendono doloroso. Si possono verificare delle microfratture dell'osso anch'esse possibile causa di dolore.
  • buona parte del dolore è dovuto alla contrattura muscolare e alla sovradistensione dei legamenti articolari.
  • periodicamente, specie in occasione di particolari sollecitazioni articolari (lavoro eccessivo dell'articolazione) si può verificare un'infiammazione della membrana sinoviale (membrana che riveste la cavità articolare) causando una sinovite.
    Tale infiammazione causa a sua volta una eccessiva produzione di liquido sinoviale (liquido normalmente presente nell'articolazione in minima quantità): il versamento articolare conseguente e il gonfiore dell'articolazione determinano una ulteriore diminuzione della possibilità di movimento. In questa fase infiammatoria si potrà apprezzare dall'esterno anche rossore e calore.
    Ci può essere anche infiammazione dei tendini muscolari.

 I sintomi quindi sono:

  1. Il dolore, non sempre presente, generalmente abbastanza localizzato all'articolazione colpita, di carattere profondo, persistente o ricorrente, di media entità.
     Non è un sicuro parametro di valutazione della gravità della malattia, essendoci stadi avanzati di artrosi con scarso dolore e viceversa forme lievi con dolore importante e persistente.
    Generalmente il dolore artrosico si riduce con il riposo e compare con un eccessivo carico dell'articolazione.
  2. E' caratteristica una rigidità muscolare / articolare ai primi movimenti (specie al mattino al risveglio), che si riduce o scompare con l'attività per poi ripresentarsi con il dolore in seguito ad un eccesso di movimento (vedremo tuttavia in seguito l'importanza del movimento nel gestire la malattia).
  3. Nelle fasi infiammatorie acute si avrà, come abbiamo detto, gonfiore e versamento articolare che transitoriamente contribuiranno a ridurre il movimento.
  4.  Un blocco parziale o totale dell'articolazione si potranno avere nelle fasi più avanzate e gravi della malattia.

 

Fattori di rischio

Tra le cause di artrosi probabilmente scarsa importanza rivestono le predisposizioni genetiche-ereditarie, mentre massima rilevanza è attribuita ad un eccesso di carico, in vario modo portato, su quella articolazione nell’arco della vita.

  • soprappeso e obesità sono certamente tra i maggiori fattori di rischio, specie per anca, ginocchio e colonna lombare, in quanto determinano un aumento del carico che tali articolazioni devono sopportare
  • una lassità dei legamenti (propria delle persone particolarmente “snodate”), che causa movimenti anomali ed eccessivi delle articolazioni con maggiore usura delle stesse
  • anomalie congenite (o acquisite) dell’articolazione o del segmento scheletrico tali da modificare l’asse di carico dell’articolazione stessa: il carico verrà così ad essere “sbilanciato” e concentrato su una ristretta area della superficie articolare con conseguente “consumo” della stessa.
    E’ il caso ad esempio di ginocchia valghe (“ginocchia ad x”) o di ginocchia vare (“a cavallerizzo”), della displasia congenita dell’anca o della scoliosi.
  • atteggiamenti viziati  protratti o  ripetuti  legati  ad  esempio ad  una  posizione  della  colonna vertebrale  scorretta   durante il lavoro al computer, alla scrivania o altro.
  • l’uso  particolarmente  intenso di  determinate  articolazioni  (artrosi  professionali),  ad  esempio le  mani  nei   lavoratori manuali, le ginocchia  nei  contadini, idraulici o  piastrellisti,  polso e spalla in caso di  uso del  mouse del computer, e così via.
  • i  traumi  sportivi  (specie quelli ripetuti  nell’attività agonistica),  ad esempio nello  sci,  calcio,  basket,  hockey e  corsa.
  • i traumi che compromettono la geometria dell’articolazione, ad esempio lesioni legamentose o fratture del    menisco nel ginocchio.
  • fattori ormonali: la mancanza dell’effetto protettivo degli estrogeni è probabilmente la causa della maggior frequenza di artrosi nelle donne in menopausa, così come il danno cartilagineo nei pazienti diabetici.

 

Diagnosi

La diagnosi è basata in gran parte sull’esame clinico: l’esame fisico e la raccolta dell’anamnesi (storia della malattia), talvolta integrate con i vari dati strumentali e di laboratorio, sono generalmente chiari nel porre una corretta diagnosi.

Le moderne indagini strumentali, dalla tradizionale radiografia (per dimostrare ad esempio la riduzione dello spazio articolare o la presenza di osteofiti), alle più moderne TAC (tomografia assiale computerizzata) e RMN (risonanza magnetica nucleare) possono essere necessarie in casi selezionati o per dubbi nella diagnosi differenziale (rispetto ad un’altra ipotesi diagnostica).

 

La cura.

Farmaci analgesici.

Lo scopo principale della terapia dell'artrosi è stato fino a poco tempo fa escusivamente farmacologico antidolorifico.
In questo senso nella prima fase dell'artrosi, in cui è presente il dolore ma manca ancora la componente infiammatoria, sono indicati i farmaci analgesici come il paracetamolo.

 Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS)

 Se l'effetto analgesico non è sufficiente, o è presente una componente infiammatoria; sono indicati i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) a dosaggio analgesico pieno: tra le varie sostanze attive l'ibuprofene, il nimesulide, il naprossene, il ketoprofene, il diclofenac.
Tutti i FANS sono tuttavia legati ad effetti collaterali, specie di natura gastrolesiva (gastrite, ulcera gastro-duodenale, sanguinamento).
Tra i FANS, i cosiddetti COXIB comparsi da qualche anno, pur mantenendo un'azione antiinfiammatoria sono caratterizzati da una ridotta sofferenza all'apparato gastro-intestinale, anche se sembra maggiore l'effetto negativo sull'apparato cardio-vascolare (sono controindicati in pazienti con malattie cardiovascolari, infarto cardiaco, ipertensione, ictus cerebrale).

 Farmaci cortisonici.

 Altre utili terapie che lo specialista può di volta in volta prendere in considerazione, consistono nell'iniezione intra-articolare (all'interno dell'articolazione mediante infiltrazione con ago) di farmaci cortisonici, limitatamente alle fasi di infiammazione acuta dell'articolazione, specie quando altre terapie farmacologiche o fisiche non hanno sortito effetto.

 Farmaci condro-protettori (acido ialuronico).

L'acido ialuronico è un farmaco che ha il duplice scopo di offrire una protezione meccanica dell'articolazione (in considerazione delle caratteristiche di alta viscosità del farmaco) e di "nutrizione" locale della cartilagine, possedendone i suoi  componenti fisiologici: l'azione sarà quindi quella di ridurne la degenerazione.
Ovviamente il limite maggiore di questa terapia consiste nella via infiltrativa locale con ago.

Farmaci omeopatici - omotossicologici.

Nella terapia dell'artrosi, a diversa localizzazione, vengono utilizzati farmaci omeopatici compositi.
Risultati positivi sono stati riscontrati, frutto di una ricerca scientifica di base e clinica,  con l'uso di ZEEL T  R, farmaco conforme alla Farmacopea Omeopatica Ufficiale Tedesca, contenente Cartilago suis D6, Funiculus umbelicalis suis D6, Embryo suis D6, Placenta suis D6, Rhus toxidendron D4, Arnica D4, Sulfur D6, Nadid D8, Coenzima A D6, Acido A-lipoicum D8, Natrium oxalaceticum D8.
Tale farmaco può essere utilizzato per via periarticolate (iniezione nei tessuti circostanti l'articolazione) o, prevalentemente, per via infiltrativa articolare nell'artrosi del ginocchio.

Principio d'azione:
il farmaco ha dimostrato un'azione di contenimento del danno strutturale della cartilagine articolare (azione antidegenerativa e di parziale riassetto interno delle caratteristiche cartilaginee) confermato su modelli in vitro (in laboratorio) e in vivo (sull'uomo) tramite esami difrattometrico e birifrattivo: "L'efficacia di Zeel T verificata da nuovi modelli di indagine in vitro". A. Orlandini, M. Rossi, M. Setti, coordinatore G. Cantaluppi. La Medicina Biologica. 3/96. Anche sull'uomo, confrontando i prelievi cartilaginei all'inizio e alla fine del trattamento si sono ottenuti dati che indicavano un buon miglioramento della struttura cartilaginea in pazienti con patologia artrosica di grado medio-elevato : "Studio clinico in vivo sull'uomo per la valutazione dell'efficacia e tollerabilità del farmaco Zeel T". G. Bonfiglio, P. Cerea, N. Confalonieri, M. Rossi, M. Setti. La Medicina Biologica. 4/99.

La conseguenza dell'impiego terapeutico di questo medicinale omeopatico nei casi di artrosi del ginocchio è stato di riduzione della rigidità articolare, riduzione del dolore al movimento e sotto sforzo, riduzione del dolore permanente.
In uno studio condotto su 1845 pazienti, l'autovalutazione del paziente è stata positiva (da soddisfacente a ottima) nel 93,1 % dei pazienti, senza risultato nel 6,2 % e peggiorativa nel 0,6 % dei casi. "Terapia della gonartrosi con Zeel T. Studio multicentrico". M. Weiser, H. Metelmann. La Medicina Biologica. 4/95.
Tra gli effetti collaterali segnalati, tutti di tipo infiammatorio locale, reversibile, si riscontra il versamento articolare e calore - arrossamento. La percentuale di tali effetti collaterali è stata dello 0,45 % dei casi trattati nello studio su esposto. 

Glucosamina Solfato.    - nuove terapie dalla ricerca -

Una novità nella terapia dell'artrosi è rappresentata dalla Glucosamina solfato.
La Glucosamina solfato è una sostanza di origine naturale già prodotta da un'azienda farmaceutica italiana all'inizio degli anni '80, e che solo ora, dopo uno studio condotto in Belgio dal Prof. J.Y.Reginster dell'Università di Liegi, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet, ne ha avuto riconoscimento.
Si tratta infatti dell'unico farmaco allopatico finora riconosciuto in grado di rallentare la progressione della malattia oltre a ridurne la sensazione di dolore (pur non essendo né un analgesico né un antiinfiammatorio).
Si tratta di una molecola che inibisce la produzione di fattori infiammatori della cartilagine, ne blocca la sua distruzione e favorisce infine la costruzione di nuova cartilagine.
Effetti e dosi:
lo studio condotto da Reginster è durato 3 anni su 212 pazienti con artrosi alle ginocchia. A 106 pazienti sono stati somministrati 1500 mg. di glucosamina fosfato al giorno e ai rimanenti 106 un prodotto placebo (sostanza priva di qualsiasi principio attivo, ma offerta come farmaco utile per l'artrosi).
Dopo i 3 anni tutti i pazienti sono stati sottoposti ad una Radiografia del ginocchio, confrontando nei 2 gruppi lo spazio articolare medio (spessore cartilagineo): nel gruppo trattato con glucosamina fosfato si è riscontrato un arresto del "consumo cartilagine", mentre nel gruppo trattato con placebo c'è stato un peggioramento (riduzione dello spessore articolare medio di 0,31 mm.).
Anche l'effetto analgesico, il grado di deambulazione e di attività quotidiana, è stato valutato a breve termine (6 mesi) confrontando tra loro un gruppo trattato con glucosamina fosfato (1500 mg. al dì), un gruppo trattato con paracetamolo (Tachipirina R) ad una dose di 1000 mg. 3 volte al dì - farmaco indicato dalla Lega Europea contro i Reumatismi - ed un gruppo con placebo.
L'assegnazione delle differenti terapie è avvenuto seguendo uno schema randomizzato (casuale) e a doppio ceco (né i pazienti né i medici sapevano quali sostanze venivano assunte) in modo tale da non influenzarne in alcun modo i risultati.
Il gruppo con Glucosamina fosfato e con paracetamolo hanno ottenuto risultati positivi (quelli con glucosamina migliori rispetto al paracetamolo), trascurabili invece quelli trattati con placebo.
Se per entrambi i farmaci attivi non ci sono stati effetti collaterali gastrointestinali (a differenza di ciò che succede con i  FANS), con il paracetamolo si sono registrati effetti collaterali epatici con rialzo delle transaminasi (markers epatici), mentre nessun effetto collaterale è stato registrato per la glucosamina fosfato.
Va sottolineata l'importanza della forma (fosfata) e della dose attiva (1500 mg. al dì).

Kinesiterapia.

Altre terapie non farmacologiche rivestono grande importanza nella terapia dell'artrosi, diventando anzi insostituibili in alcune fasi della malattia.

Tra queste è senz'altro fondamentale la kinesiterapia, utilizzata per conservare e migliorare la mobilità articolare, correggere gli atteggiamenti e le posture scorrette, per prevenire o per ridurre la perdita di tono muscolare che sono una costante della malattia artrosica.

Fisioterapia.

La fisioterapia è utilizzata in particolare nelle fasi infiammatorie e di riacutizzazione algica della malattia.
Oltre a dare un supporto sintomatologico (riduzione del dolore e miglioramento della funzione articolare) ha lo scopo di inibire l'infiammazione a breve termine e di conseguenza ridurre l'effetto erosivo sulla cartilagine articolare, erosione che è accentuata proprio in questa fase della malattia.
A seconda della localizzazione del processo artrosico, della fase di evoluzione o di interessamento infiammatorio della malattia, della presenza di stati contratturali o dell'inserimento in un programma terapeutico più ampio, la scelta delle varie tecniche fisioterapiche può essere varia.
Tra le terapie utilizzate ricordiamo la laserterapia, nei suoi vari modi di applicazione, varie potenze di emissione e tipologia di raggio (arseniuro di gallio, neodimio-yag, co2, ecc.), ma anche gli ultrasuoni, le varie correnti analgesiche, antiinfiammatorie e decontratturanti, la magnetoterapia ed altre ancora.

Terapie termali.

Alla fkt aggiungiamo per "stretta parentela" le terapie termali, anche se solitamente queste ultime vengono effettuate in spazi fisici diversi (località termali).
La balneoterapia, tra queste,  presenta importanti e insostituibili effetti positivi, permettendo ampi movimenti articolari senza un dannoso carico, dovuto all'effetto "assenza di gravità", uniti all'azione miorilassante del calore blando dell'acqua termale.
La fangoterapia, i cui effetti positivi sono da ricercare nell'azione termica più spiccata, oltre all'azione specifica "farmacologica" dovuta ai microorganismi presenti nel fango (e differente a seconda della propria provenienza), è da riservare alle fasi non infiammatorie acute dell'artrosi.

Ausili ortopedici e ortesi.

A seconda delle necessità specifiche, quali instabilità articolari, deformazioni che compromettono in modo rilevante l'uso dell'articolazione o della capacità di deambulazione, o la qualità di vita in senso più generale, possono essere necessari ausilii o ortesi.
L'uso di bastoni, tutori di vario tipo, corsetti, collari, plantari, ecc. ha la funzione di sostenere, proteggere o correggere un carico distribuito non correttamente su una articolazione.
Può avere quindi una funzione di prevenzione primaria, secondaria (nel ridurre un ulteriore aggravamento) o talvolta semplicemente di procrastinare o sostituire una terapia invasiva a cui non è possibile ricorrere.

 Terapia chirurgica.

Nelle situazioni più gravemente invalidanti o nelle quali la sintomatologia dolorosa non è più controllabile con le tecniche fisioterapiche e farmacologiche, può essere necessaria infine una terapia chirurgica correttiva o più spesso protesica.
Il miglioramento delle tecniche chirurgiche e dei materiali utilizzati ha reso infatti sempre più utilizzate, con successo, l'uso di protesi articolari. Tra le più utilizzate quelle dell'anca e del ginocchio, anche se vari tipi di protesi e di interventi chirurgici vengono eseguiti con successo su spalla, mano, colonna vertebrale e caviglia. 

Prevenzione.

Uno stile di vita adeguato è fondamentale per prevenire, contrastare e combattere l'artrosi.
Vediamo in sintesi i punti principali:

  • il movimento è uno dei fattori principali per la prevenzione e il rallentamento dell'evoluzione della malattia artrosica. Un esercizio fisico moderato, alternato a pause di riposo, è in grado di mantenere una buona escursione articolare, evitando l'instaurarsi di un circolo vizioso: immobilità - aggravamento dell'artrosi - aumento del dolore - ulteriore riduzione del movimento.
    Il nuoto può essere molto importante per rilassare, rinforzare la muscolatura e mantenere un'articolarità adeguata, ma utile sarà anche andare in bicicletta o camminare (attenzione a non eccedere nello sforzo, andando per gradi).
  • Ricordare di eseguire giornalmente gli esercizi fisici mirati (vedi palestra) consigliati dal medico.
    Solamente in una fase infiammatoria acuta dell'artrosi è consigliabile mettere a riposo l'articolazione.
    Ricordare comunque che il dolore è un segnale che ci avverte che l'esercizio fisico compiuto è stato eccessivo.
  •  E' importante mettere in pratica un'economia articolare (un risparmio quotidiano dell'articolazione colpita) seguendo i consigli dello specialista: ad esempio evitare di stare per lungo tempo fermi in piedi o seduti, nel sollevare un peso raggiungere un giusto equilibrio tra uso delle ginocchia e della schiena (a seconda del maggior interessamento artrosico), non dormire in posizione prona, mantenere una posizione corretta in ufficio, in auto, al ristorante e così via.
  •  Controllare il peso, cercando di non ingrassare.
  •  Alimentarsi correttamente badando ad assumere quantità sufficenti di frutta e verdura (dal potere anti-ossidante).
  •  Proteggere le articolazioni da traumi, usando le specifiche protezioni durante gli sports, le cinture di sicurezza in auto e le indicazioni di sicurezza sul lavoro.
  •  Usare correttamente i farmaci, usandoli secondo le prescrizioni e le dosi consigliate dal proprio medico. Non fare autoprescrizioni.
  •  Ricorda che non solo i farmaci analgesici e antiinfiammatori sono necessari: dare la giusta importanza, come lo specialista ricorderà, ai farmaci "protettivi" della cartilagine (glucosamina solfato, acido ialuronico, farmaci omeopatici complessi).

 


ultimo aggiornamento: 12/04/2010